sabato 13 dicembre 2008

Esondazione dell'aniene


Ecco cosa si vede dalla mia finestra questa mattina... Abito proprio sopra l'aniene, a Roma, zona nomentana. Per fortuna sotto casa mia c'è il parco dell'aniene, una zona ampia e verde, che ha accolto l'esondazione dell'Aniene. Senza il parco la quantità d'acqua scesa in questi giorni avrebbe allagato tutta la mia via creando danni su danni.
Oggi Roma si è svegliata con il sole....per fortuna!

lunedì 17 novembre 2008

Silence, please



Spesso corriamo, siamo in mezzo al traffico, allo stress e come dice una poesia sia immersi nella chiassosa confusione dell'esistenza....Sarà banale ma un silenzio sincero vale più di mille parole. Il modo migliore per imparare ad ascoltare gli altri è saper stare zitti ma anche saper ascoltare se stessi. Prima ancora di se stessi ciò che ci circonda. Io ascolto il mio mare, i suoni delle navi, la luce del mondo intorno a me. Ma non sempre la natura produce rumori dolci e attenuati, a volte sono assordanti. Il rumore della città è decisamente nevrotizzante. Però il silenzio assoluto non è sopportato dal nostro cervello...queste determinate situazioni non esistono in natura, il nostro corpo produce rumori..e l'unico che in questo momento riesco ad ascoltare è il rumore del cuore. Se non hai niente di meglio del silenzio, taci! Una frase che vuol dire tutto! Perchè parlare, quando non si ha niente da dire? A volte vale molto di più uno sguardo, un piccolo gesto di mille parole... Perchè far librare nell'aria parole senza senso, in momenti in cui tutto quello che c'è da fare è solo stare zitti e ascoltare... Ascoltare cosa ti dice il cuore, ascoltare cosa ti dice il vento, ascoltare cosa ti dice il mare... e se non senti niente, prova ad ascoltare quello che dice il cuore di chi ti sta vicino... Solo le persone speciali sanno ascoltare i tuoi silenzi è da lì che le riconosci...ma ci sono dei momenti, in cui ritengo che il silenzio sia assolutamente necessario, che qualsiasi parola in più sia inutile, per chi la sente e soprattutto per chi la dice... Dei momenti, in cui tutto il resto passa in secondo piano e hai bisogno di sentire solo quello che hai dentro di te o quello che hai intorno a te... Può anche essere una forma di egoismo il silenzio, quando io dico ho bisogno di silenzio, quando tutte le parole mi sembrano inutili, magari qualcun altro, in quel momento, non ne ha bisogno...Però a volte nella vita bisogna anche essere un po' egoisti, è nell'ordine delle cose...
Questo post non ha nessuna pretesa, anche perchè sarebbe un'impresa inutile e ardua voler cambiare le persone, ho solo voluto lasciar parlare il mio cuore, in silenzio, e se qualcuno si sente toccato da queste parole... pazienza...

sabato 11 ottobre 2008

Gelosia

Ho gli occhi arrossati dalle lacrime e un nodo alla gola che non vuole scendere.

Come è difficile dovere mandar giù certi atteggiamenti e certe affermazioni solo perchè si vuole bene a qualcuno. Ho sempre cercato di abbandonare la mia gelosia, la mia possessività nei confronti delle persone che amo solo per non vederle soffrire e solo per non metterle in situazioni di scelta. Come posso chiedere a mio padre di scegliere tra me e la moglie? Ho 33 anni e certi tipi di situazioni le ho sempre messe da parte. Mi dico in continuazione che sono grande per avere questi sentimenti. Ma ci sono giorni che proprio non riesco a mandare giù.

E oggi è proprio uno di questi.

Non mi sono comportata male, e non sono stata ne ntipatica ne presuntuosa.

Vorrei solo non chiedere il permesso per vedere mio padre...



mercoledì 8 ottobre 2008

Vi presento

..il mio lato creativo culinario!

venerdì 3 ottobre 2008

martedì 23 settembre 2008

A volte capita

Capita di sentirsi confusi. E Io lo sono di natura. Dubbiosa verso ogni cosa in questo mondo. Credo di non essere mai cresciuta veramente. A volte mi chiedo se forse sono cresciuta anche troppo velocemente. Osservo e penso. Spesso straparlo. Vago clandestina in un mondo che non sembra più il mio. Il mio esiste solo nei miei pensieri. Il mio è un mondo diverso. In questo mondo mi rendo conto di avere un mucchio di difetti e mi spiace. Ce ne è uno che mi riconosco da sempre, spesso invece di difendermi, o lottare per quello a cui tengo veramente, mi chiudo in silenzio, ed aspetto che sia il tempo a darmi una ragione, ma così facendo perdo molte persone a cui tengo...
Mi spiace...

mercoledì 17 settembre 2008

L'amore


Non c'è altra ragione per vivere.
Eppure basta poco per oscurare un sole.
siamo persone diverse tra di loro che decidono di camminare insieme.
Un passo per volta.



A volte mi capita di svegliarmi e pensare di vivere una favola, altri giorni invece non ricordo come si fa a camminare insieme.
Mano nella mano.

L'amore, l'unione che porta due esseri umani ad annullarsi e vivere l'uno nell'altro.
Potenza immaginabile per cui- qualcuno diceva - si può essere disposti a morire.
Per me si deve essere disposti a vivere.
Una ragione in più per cui si è disposti a vivere.
E non c'è cosa più difficile.
Ci sono pensieri che ti passano nella testa e basta uno sguardo per farli andare via.
Altri che si annidano e li scopri solo quando piove.
Le prime nubi, sono quelle che mi spaventano...
Lo so che è difficile starmi accanto.
Ho una paura pazzesca di mostrare il mio sentimento, per paura delle conseguenze impreviste...
Mi sveglio e ho il panico che tutto questo finisca...ma il più delle volte lo lascio lì, in fondo al cassetto per vivere e trasmettere la parte buona del rapporto la dolcezza, l'amore, la voglia comunque di far stare bene quella persona che ora ha preso il posto della paura.. facendomi vivere esperienze indimenticabili...sensazioni ormai dimenticate e ritrovate...

Ma forse a volte mi perdo qualcosa...

mercoledì 10 settembre 2008

Ecco cosa mi è successo...

Mi hanno sempre detto che l'amore arriva all'improvviso, e io non ci ho mai creduto, fino a quando dalla finestra accostata è entrato un uragano che ha cambiato la mia vita.
Mi sono innamorata, innamorata come se non lo fossi mai stata prima.
Innamorata follemente di ogni magico minuto passato. Insieme ai suoi occhi che mi fanno tremare il cuore, innamorata delle sue mani tra le mie, dei suoi abbracci...
Sono fortunata.
Fortunata e innamorata. Grazie a questo amore ho ritrovato la spontaneità che credevo persa, mi sento risvegliata da un sonno profondo... Ecco cosa mi è successo...
la mia mente è invasa da mille istanti meravigliosi che hanno spazzato via di un colpo la tristezza che perversava nella mia quotidianità. Ogni volta che siamo lontani, mi mancano gli attimi passati a dormire tra le tue braccia con le gambe intrecciate, il solletico, le risate sul letto, i pranzi e le cene cucinati insieme, le lunghe chiacchierate prima di dormire.

Mi piace.

Mi piace la complicità che abbiamo creato insieme, e mi piace la voglia di stare insieme e di crescere insieme...e sto provando un sentimento, improvviso, più grande di quello che pensavo e spero proprio che non finisca mai...


Ora?

Guardo fiduciosa il futuro perchè ho imparato a ridere del passato...

lunedì 1 settembre 2008

Estate 2008

Mi sa che qualcosa è cambiato....


martedì 26 agosto 2008

Improvvisa - Mente

Come il primo tuono del temporale estivo, una granata, una porta sbattuta all'improvviso in una grande casa immersa nel silenzio...succede che, mentre osservi la tua vita che scorre quasi incontrollabile a tratti, e le persone vogliono... succede che ci sono spiragli di sole improvvisi... e tu ti senti che sei stanca, inaridita e disillusa. Distaccata di fronte all'esasperata esternazione e ti chiudi, ti copri, ti difendi, ti schernisci. Cinica, ironica e scettica...ma ti rendi conto che spesso accade che le strade si incrociano in momenti sbagliati. Ciò che desideravi ieri accade oggi, ciò che non puoi avere oggi lo desideri, ciò che si desidera in due non si può avere. Quando meno te l'aspetti. E poi Agosto sta per finire. Un mese per riposare e non pensare a nulla. Per riprendersi dallo stress continuo ed incalzante della routine. La caparbietà cieca e non riflessiva. L'intestardirsi sull'irrilevante. Il tempo a volte acuisce l'insofferenza. Estremizza il sopportabile, trasformandolo...improvviso. E’ davvero da quando sono nata che improvviso, un po’ per mia naturale propensione, un po’ per esigenza, perché dai, diciamocelo, la vita ogni tanto è davvero brava (o spietata, a seconda dei punti di vista) a regalarti l’imprevisto, che tu magari sei lì che ti organizzi, pianifichi, progetti, e poi puff (boccetta ninja e fumo), arriva un soffio di vento e ti manda all’aria il tuo bel castello di carte, e poi chissà da dove, da un momento all’altro ti scompiglia i capelli e la quotidianità. E nessuno può mai davvero essere pronto per alcune di quelle cose che la vita, ogni tanto, si diverte a presentarti, che sia perdita, che sia amore, che sia gioia, che sia dolore. Nessuno, nemmeno quelli che fanno i duri, nemmeno gli specialisti, gli studiosi, i filosofi, nemmeno i pignoli, i metodici, i precisi, nemmeno quelli che sul loro taccuino ci segnano quante calorie ingeriscono al giorno e persino le volte che fanno all’amore. Nessuno. Men che mai Io. Perché sì, sarò anche un essere dannatamente cerebrale (e lo sono, mannaggia a me se lo sono...), però poi non sono così brava a rispettare i programmi, gli schemi, i sentieri tracciati, che non riesco a non stare dietro ai miei impulsi, alle mie emozioni, a quello che mi sento solleticare sulla pelle e sotto la pelle. Istinto & pensiero, cuore & cervello, vivo queste dualità che spesso sfociano in conflitto, ma poi, alla fine, ad avere la meglio è quello che chiamo il mio fatalismo in senso positivo, il mio essere convinta che in fondo accade quello che deve accadere, l’importante è esserci, esserne consapevole, e vivere il momento al meglio. Improvviso, anche di fronte all’amore, magari passo istanti eterni a farmi film in testa, ma poi al momento giusto non ricordo nessun consiglio rosa che leggi sui giornalini sotto gli ombrelloni, non riesco a sfruttare le collaudate tecniche di seduzione, a mettere in pratica i ‘saggi’ consigli delle amiche. Improvviso tenendo il tempo del mio cuore. Che a volte batte forte, altre tace... Improvviso, ecco quello che faccio da più o meno trentatre anni. E mi piace che sia così. Perché alla fine, ad improvvisare, sento di essere pronta ad affrontare qualsiasi cosa la vita decida di mettermi davanti, sento di poter essere in grado di accogliere al meglio qualsiasi cosa mi possa accadere da un giorno all’altro, proprio così, all’improvviso.

venerdì 8 agosto 2008

over and over, again

Track 3 - over and over

La vita è fatta di tante piccole lotte quotidiane, di doveri a cui bisogna sottostare e che lasciano l'impressione di lasciarsi sfuggire il tempo.

Il mio è uno spirito vagabondo.

A stare ferma mi sale l'inquietudine e per ogni posto che visito la mia mente viaggia fin quelli che invece non vedrò mai. Stamattina mi sono svegliata con il vento che bussava sulla finestra...quel vento percorreva strade invisibili fino giù nel parco dell'aniene. Sono rimasta lì per un pò fino a prenderne l'essenza, fino a sentirmelo straripare nel cuore. Non mi sento una persona spenta, tutt'altro, eppure i miei sforzi in questa vita mi sembrano simili a quelli di quel pazzo, che mi raccontava sempre mia nonna, che cercò di prosciugare il fiume bevendo...è come se ci fosse sempre qualcuno con molta più sete di me. E mi sento di sprecare le mie possibilità, mi vedo persa su sentieri sconosciuti e in ansia per quelli che non intrapresi. In teoria vivere dovrebbe essere semplice come respirare, però quando respiriamo, non pensiamo all'atto di inspirare e espirare aria e quindi, forse, ma dico solo forse, occorrerebbe pensare di meno e vivere di più.
E' con indescrivibile dolcezza che si dovrebber accogliere quei momenti in cui ci si dedica a se stessi, si dismettono gli abiti da lavoro, si appoggiano sul comodino i pensieri importanti, le preoccupazioni e si rivolge la mente a tutte quelle cose che sono il vero motivo per cui viviamo. Perchè è così, che sopportiamo pene e dissapori, situazioni spinose e colleghi pesanti non è perchè dobbiamo, ma semplicemente perchè sappiamo che c'è qualcosaltro: ma esiste un premio che ci aspetta? Studi e lavoro mi hanno da sempre relegata in uffici e cantieri, sale riunioni e calcinacci, ma se posso, quando posso, evado. E poco importa se i miei viaggi sono di breve durata o le mie mete vicine. Poco importa se in questo periodo della mia vita viaggio da sola. Viaggiando si appaga il mio desiderio di vedere, parlare, conoscere e trovo nuovi luoghi da ricordare e immaginare nei momenti in cui sarò dietro quella scrivania così tanto agognata e così poco sfruttata. E poi ci sono i libri. Di certi periodi della mia esistenza posso dire solo che i libri mi hanno salvata, non saprei dire da chi o da cosa, ma sono certa che l'abbiano fatto. Per quanto ne so, c'è chi mi considera poco espansiva, ho assoluto bisogno degli altri. Non quegli "altri" indistinti e massificati che costituiscono lo sfondo su cui passano immancabilmente lunghe giornate, mesi e anni. Gli "altri" che cerco, che mi mancano, con cui sento il bisogno di condividere un pensiero, che amo incontrare, quelli che abbraccio, quelli di cui cerco il contatto fisico, quelli con cui è sufficente anche solo restare insieme in silenzio per darmi pace, per darmi felicità, sono poche persone con cui sento di aver diviso un po' di anima. Sono le persone che hanno reso il mio mondo più luminoso. Sono anche le persone che oggi, per un motivo o per l'altro, non ci sono più fisicamente...ma regolarmente camminano nel mio cuore...ricordi, sono solo ricordi che se mi appoggio un attimo le emozioni mi si accavallano. E nel ricordo le emozioni non sono più quelle che provai allora, nel ricordo perfino le emozioni acquistano una nuova luce e una dimensione fantastica...Negli ultimi mesi mi sono sentita dire più volte, come rimprovero forse, che sono una persona fredda, e io ho negato con decisione, perchè io lo sento il sangue che ribolle appena sotto la mia pelle, però mi chiedo se non abbiano ragione.

Ciò che si sente dentro dovrebbe essere evidente anche fuori...o no?


lunedì 4 agosto 2008

Stragisti



Grazie a tutti...
Ieri si sono concluse le riprese del cortometraggio "stRagisti".
Noooo non ho fatto l'attrice... ero una semplice scemografa! Per fortuna che il mio reparto era diretto da una vera scenografa.



Tutto ciò è nato dalla mente diabolica della mia amica Almost, in arte Silvia, che sul set (nonostante tutto), si è comportata davvero alla grande.



Qui la vediamo coccolare le mie colleghe/comparse... che sono state strepitose.

Un grazie alla produzione, all'aiuto regista, al fonico folle,alla costumista e alla grandissima segretaria di edizione... sotto riportati!






...il ciackista ufficiale...


E, soprattutto, grazie al Cello... prontamente clickante, ed eccezionale sul set.


Per altre foto vi rimando al link Set - StRagisti.

...Vi ricordo che l'uffico casting comparse, egregiamente da me curato, è aperto per i prossimi 5 corti che gireremo il prima possibile!

mercoledì 23 luglio 2008

Donne, uomini e televisione

1) Perchè, i nostri maschi si dimostrano implacabili nel giudicare le belle donne, le nostre teleDonnine pubbliche, pur dividendo spesso la vita con esemplari di femmine dallo charme e dall'avvenenza assai discutibili? «La Castà.....Ma dai! Bella quella lì? Ma ti prego! Ma che denti ha? tutti storti...e poi è francese!»... a me lo dici, che a trentaepassi anni metto ancora l'apparecchio di notte perché drighigno i denti di notte??
Ma se la Marini, per voi maschietti, è obesa. La Falchi è troppo finta...la Schiffer è racchia, spiegatemi com'è possibile che qualcuno della sfera maschile mi rivolga anche solo la parola!

2) Le belle donne. Le avete mai sentite le interviste? Mi domando che cosa le intervistano a fare sulla partita di quella squadra se poi ti ridicono sempre e soltanto la loro frasetta: «Quello che più mi fa soffrire è che gli uomini si fermino solo all'aspetto esteriore e non cerchino di vedere come siamo fatte dentro». Ecco. A parte il fatto che, invece, in qualche modo che non sto qui a raccontare, 'sto dentro non vedrebbero l'ora di perlustrarlo... care bellone, tranquillizzatevi! Non è che per noi, che siamo così così, la solfa sia tanto diversa. Vi posso assicurare che nessuno ci salta addosso per vedere come siamo fatte dentro visto che di fuori lasciamo quel tantino a desiderare!
E 3) Spiegatemi, poi, come mai tutte queste bellone hanno soltanto difetti del tipo:«Sono molto sensibile» oppure: «Ho il difetto di essere troppo generosa». Ma senti un po', orgoglio dei miei manicomi... quelli sono pregi, non difetti! Perché non raccontano quanto sono scorbutiche come una cocorita, ignoranti come una capra e con un cervello elastico quanto una big buble masticata da ore?

Sarà come dice Gaber: «Ognuno ha l'infinito che si merita».


venerdì 18 luglio 2008

io e l'amore: la mia prima cotta

Questo è un tema di un bimbo di 9 anni....
...secondo me l'amore è più grande di tutte le altre cose del mondo, quando sei innamorato provi qualcosa di veramente speciale. Ti vengono in mente certi pensieri che ti rendono felice e senza nemmeno accorgertene, stai sbavando sul banco e stai guardando lei, poi la maestra grida il tuo nome e torni nel mondo normale! poi pensi "uffa che barba,c'ero quasi...(a baciarla nel sogno!). Trovare la ragazza che ami è molto difficile perchè di solito le "donne" non sanno godersi la vita come noi "uomini". Le donne vogliono avere sempre ragione,vogliono avere tanti "soldoni", impiegano tre ore per mettersi quelle orrende cose sul viso. Io dico: guardate noi uomini!!! Vi siete pure innamorate di alcuni di noi, però noi mica ci mettiamo il rossetto!! Quando si vestono chiamano sempre le amiche per avere dei consigli su come vestirsi. Per le donne gli uomini belli sono quelli che oltre ad essere muscolosi sono "ricchi": Per fortuna , io , nella mia classe, ho trovato una che non è così, ma è molto più intelligente, perchè lei non pensa ai soldi, è una che se la sa godere la vita!! Lei ,come me si accontenta anche di poco. Io faccio la 4a e sono innamorato di lei ,invece lei non è innamorata di me, ma era innamorata di me in 3a e quindi ora sono innamorato da solo!!!

sabato 12 luglio 2008

Disordinata dentro


Una sconfitta.

Ho in bocca il sapore amaro dell’illusione. Forse è più la consapevolezza della disillusione. O anche la l’illusione di una riuscita fallita, o di una emancipazione mai avvenuta, e ancora l'illusione di un benessere insano. O forse è solo disillusione.

Disillusione

Parole mai dette e sensi di colpa pesanti che ti pendono sulla testa, per poi sentirli un giorno si e un giorno no. Ho represso il dolore, provocando altro dolore soffro piango taccio e mi arrendo. Ma resto concreta e disillusa, conscia che qualsivoglia sprazzo di desiderio è destinato a infrangersi contro un muro di basalto, ottusamente, ciclicamente, cinicamente ostinata, con sdegno, con impeto.

Come onde contro una scogliera.

Sono disillusa e concreta quando sistemo i 50 cent nella taschina dei miei jeans. Sono ferma e distaccata. Illusa, inequivocabilmente chiara e distinta, mentre l'odore di fiamme impazzite mi penetra nelle narici. La senti? la costante D, la Demolizione Definitiva del mio voto di Disillusione. D come destino. D come drago rosso. D come dinamismo... Disastro, Decadenza, Donna, Duello, Dannazione, Durevolezza, Danno, ma fondamentalmente....Desiderio.
Il Duello è appena cominciato, e ha già fatto abbastanza Danni. Abbandona il campo, contro il Drago Rosso non hai vie di fuga. E' una lotta continua...ti avvinghia e ti inebria con le sue fiamme intermittenti. Stringi gli occhi, Donna, sei solo un altra porzione di cellule vive...la risposta è un incognita...ma forse è solo un gioco.

illusa

"e d’un tratto tutto si fece buio, le ombre si distesero fino a perdersi nella notte quando il bambino prese per mano il vecchio e gli chiese “Dio piange come noi?”. Intanto le prime gocce iniziavano a scendere, l’odore della pioggia si alzò diventando respiro, mentre il vecchio stringendosi nel cappotto rispose “Dio piange spesso, io lo credo, solo che noi non possiamo saperlo. è come questa pioggia, te ne accorgi solo quando ti bagna.”

Anche l’uomo è come la pioggia, ci accorgiamo degli altri solo quando ci incontriamo, solo quando ci scontriamo con loro. Proprio come la pioggia siamo contingenti, accessori accidentali. Siamo pioggia e come pioggia passeremo finché altra pioggia non verrà a lavare via ogni cosa. Vorresti muoverti ma sai che se ti muovi ogni cosa, comunque andrà, sarà diversa sarà altro e ti ritrovi a guardare la pioggia cadere, altre gocce segneranno il tuo viso e sai che altra pioggia cadrà ma “non può piovere per sempre”.

o no?

mercoledì 9 luglio 2008

Il Cedro del Libano


Ti immaginavo, come un giovane Cedro del Libano. Un giovane albero, avuto in dono da mani generose e piantato nella Terra. Nell'angolo più accogliente e illuminato della mia Terra. Avrei atteso di vedere la tua corteccia farsi spessa, le tue foglie mutare al verde scuro e allungarsi, la tua figura slanciarsi verso l'alto. Avrei visto aprire il tuo mirabile ombrello di foglie e assumere la tua spettacolare, rassicurante forma. Avrei atteso, si. Con trepidazione, con attenzione, con tenera dedizione, avrei atteso. Senza fretta, senza maledire mai un solo giorno, tra quelli che ti avrebbero visto crescere un pò più lentamente del previsto. Avrei avuto cura di tenere lontano gli animali molesti, quelli che scavano buche, quelli che minacciano il tronco. Avrei badato che nulla avesse sfidato la tua presenza. Mi sarei accertato che ogni goccia della tua linfa avesse fluito liberamente, dal cuore della terra verso l'alto delle tue sensibili foglie. Avrei pregato, perchè avesse piovuto quanto basta. Quanto basta. Avrei voluto in cambio solo il tuo splendore.

Quel tuo sostare li, nella mia Terra.

Ombra che mi salva e nulla più...

mercoledì 2 luglio 2008

Come una farfalla


Molte volte mi trovo a domandare perchè certe, determinate, cose accadano. A volte perchè le facciamo succedere noi, a volte è qualcun'altro che le fa accadere per noi...molte volte è il Caso. Ma esiste il caso? Il caso non è altro che un concorso di circostanze, alcune le cerchiamo altre meno, le altre le attribuiamo, con pazienza, agli altri. Anche gli eventi naturali sono prodotti da qualcosa, da meccanismi messi in moto da qualcuno o da qualcosa. Per esempio uno sciatore scriteriato può innescare una slavina, un disboscamento speculativo può causare uno smottamento, un esperimento nucleare può determinare crolli sotterranei e quindi terremoti. Wuante volte da bambini ci hanno detto che una farfalla che batte le ali a Samarcanda è la causa del raffreddore di un maestro di Caracas che si becca sull'autobus che lo porta a scuola...beh forse non tutti.La cosa che mi fa sorridere è che ho notato che man mano che si cresce le cose succedono inversamente proporzionalmente all'età. Quando si è "giovani" ci succedevano tante cose e molto più significative...ora sono un po' rallentate. Avrò raggiunto quella certa età? Da "giovane" avevo tante vicessitudini che ero sempre di corsa, dormivo poco. Certi giorni erano talmente incalzanti che la sera piangevo per la stanchezza!Adesso invece chissà dove sono andate. Per succedere, le cose, succedono; ma succedono più agli altri che a me. Eppure mi pare di non avere mai smesso di mettercela tutta per farle succedere, ma si vede che non basta più, non come una volta. E' come se le cose che mi succedono, ormai sempre meno e sempre più insignificanti, fossero solo quelle che faccio succedere io stessa; è come se gli altri non mi vedessero neanche, o si fossero dimenticati di me, di mandarmi le conseguenze delle loro azioni perché diventino cause che mi riguardano, di intervenire anche da Samarcanda per portare novità e cambiamenti nella mia vita. Ogni mattina mi alzo e mi dico: "Oggi faccio succedere qualcosa.

Ma cosa?"

E mi metto anche io a battere le ali, come quella farfalla.

domenica 29 giugno 2008

Perfect


Giorno dopo giorno, passo dopo passo e soprattutto anno dopo anno, rinasco dalle mie sconfitte, inondo di ironia i passi falsi, come se fossero finte pareti, quei quadri che sembrano veri. Due sguardi al passato ed uno al futuro... tra le catene di un’altalena che oscilla trascinandomi con sé... il silenzio, condizione essenziale per pensare... uno se le immagina così ogni volta che è arrivato all'attimo cruciale, che sta per cedere e sa che da quel momento in poi tutto cambierà.
Abitudini, comportamenti, pensieri, belli o brutti, in quel momento non importa, tutto cambia a favore di quel sorriso che compare subito dopo essersi buttati a capofitto. Tutto è stato importante, anche se non tutto è stato vissuto. Quasi niente anzi. Qualcosa che puoi avere o non avere, qualcosa che ti sceglie o che si fa cercare, un sentimento omogeneo. Pago le conseguenze di questa ignoranza, felicemente, recuperando tutto il tempo perduto che posso, lottando senza trovare le parole adatte per spiegare questo mio vivere un po’ fuori dalle emozioni che non è distacco ma è pura vita. C’è un’assenza di suoni, una striscia di parole che manca all’appello. Adesso penso sia qualcosa che non conosco. La prima cosa che ho fatto da sempre, quando è arrivato il mistero e la novità è stato girare gli occhi altrove e impaurirmi. Ora cambio le carte in tavola sapendo già che tutto questo è banale e incomprensibile. Forse c’è una stagione per ogni cosa, una morte degna per ogni parte di te che decide di scadere.

Forse questa è la stagione della vita e dell’amore.

mercoledì 25 giugno 2008

pachelbels canon in D - MOTION PICTURE


Ci si rammarica molte volte di non aver voluto vivere e assaporare ogni momento della nostra vita. A volte gli attimi che ci sembrano insignificanti spesso sono proprio quelli che lasciano il segno. Ogni tanto ci affacciamo al finestrino del treno per vedere se alla stazione è sceso qualcuno, se ci sono piccoli rimorsi che salgono e prendono il loro posto.

Il tempo passa.

Quello che ci sembra tanto a volte è pochissimo, e ci si affanna per provare a ricostruire, ci si affanna sapendo che il tempo è finito, perchè tutto, ogni cosa ha un suo tempo.
Cerco di assaporare ogni attimo, per vivere in pieno gioie e dolori, sentimenti contrastanti che ci rendono vivi. Però, ci sarà sempre qualcosa che manca, che ci rende incompleti.

Ma mai, MAI fermarsi.


Si cerca, si osserva, si ama, si odia, si desidera, si sogna e si piange così ci si sente vivi, e non ci si pente di non aver vissuto completamente.

In questo periodo non sono particolarmente felice, e ultimamente non penso che lo sarò tra breve, ma non mi fermo. Vivo tutto, comprese le tristezze forse con maggiore intensità delle piccole gioie. Il sole sembra senza luce, ma illumina e riscalda la mia vita...vivo con questa speranza e a volte mi rende tutto più facile.

lunedì 23 giugno 2008

Ricordi

Passano mesi, anni ma il tempo inclemente continua a scorrere, inesorabile, senza voltarsi mai indietro per guardare, aiutare, non si ferma ad aspettare chi non riesce a proseguire alla sua stessa velocità.
Passano mesi, anni ma nella sua interminabile corsa il tempo non sbiadisce i ricordi. Ricordi belli e ricordi non proprio felici. Qualche giorno fa, purtroppo, ho veramente visto una macchina piena di fiori e legno andar via. Vorrei scrivere qualcosa tra queste "pagine bianche", avrei voluto dirti che ti sono vicina... Ma vedendo i tuoi occhi colmi di lacrime, miste di rabbia e dolore, non ho avuto il coraggio di dirti niente. Quando sei salita sul podio a parlar di lui, mi si è stretto il cuore. A volte la vita ci riserva strani modi per arrivare al cuore degli altri . Ho visto che il suo ricordo sfociava in un tuo sorriso...ma ho visto anche gli occhi offuscati dalle lacrime, e in quel momento ho sentito le note di un pianoforte tremendamente tristi come se fossero parole sussurrate, le tue parole sussurrate a quel microfono...Ogni nota è una pennellata di un mondo lontano, troppo lontano (accidenti quanto fa male). Avrei voluto avere il coraggio di stringerti tra le braccia, la sua morte ci è piombata addosso come il fatto più impossibile che potesse mai capitare nel mondo, e mi ha riempita di dolore e tristezza. Avrei voluto inviarti il mio pensiero immediatamente, ma non ce l’ho fatta... Anche le parole più nobili non sono altro che suoni sparsi al vento. Alla fine non c'è che il Silenzio, il Silenzio e un dito che indica la Via...

lunedì 16 giugno 2008

Ma le Stelle quante sono

Non Ti Scordar Mai Di Me by Giusy Ferrari.mp3 -

Ormai sono mesi che cerco casa, e sono mesi che preparo scatoloni su satoloni per poi portarli in quattro nuove mura. E oggi è toccato allo scatolone dei libri. Tra tutti uno non ne voleva proprio sapere di entrare. Il destino me lo ha fatto cadere più di 3 volte, l'ultima proprio su una pagina con un angolo piegato.

Proprio su una pagina:

"Di corsa. Perchè è istintivo pensare che se corri avanti ti sarà più facile non voltarti indietro. Perchè pensi che più vai lontano e più vedrai piccolo e distante quello che ti sei lasciata alle spalle. Ma le regole della prospettiva non sono valide in amore. Puoi andare lontano mille miglia, mesi, anni, ma basterà girarti un attimo, abbassare per un solo secondo le difese e lasciarti vincere dal ricordo, per ritrovarlo lì, bello come sempre, con i suoi occhi appiccicati ai tuoi, con la sua mano che cerca di trattenerti, con il suo pizzetto e la sua barba di qualche giorno che ti irrita la pelle, con la sua bocca che viaggia sul tuo corpo, si, perchè l'amore conosce strani mezzi di trasporto. Ti basterà quell'attimo per farti capire che non sei andata poi così lontano,che non hai fatto tanta strada. Basterà a farti risentire fragile, a ridarti l'affanno. Ma questo l'ho capito dopo. A quei tempi mi bastava scappare, fare le scale di fretta e pensare già di dimenticarlo. Poi però me lo ritrovavo nel cuore, in un gesto distratto che tanto piaceva a lui, nei capelli lasciati sciolti per essere accarezzati meglio, nel vestito del primo appuntamento, nelle scarpe della fuga, nei capelli color carbone di un ragazzo visto per strada." da "Ma le Stelle quante sono?"

Un libro destinato alle nuove generazioni, di quelli senza peli sulla lingua. Di quelli che nella mia generazione avrebbero scandalizzato sia genitori che figli... Ma a me riporta alla mente tante piccole fughe. Corse, inevitabilmente avanti, per scappare da quello sguardo troppo insistente. Per rinchiudersi in una stanza, che ormai scoppia di pensieri, sdraiarsi sul letto con l'ipod nelle orecchie per evitare che i pensieri ritornino inevitabilmente lontano...quel sorriso, quelle parole che risuonano nella testa. E ti basta una canzone, una serata tra amici, uno sguardo incrociato e quella porta lasciata socchiusa, involontariamente socchiusa, che si riapre e tu sei sempre sul tuo letto, nella tua stanza e speri che da quella porta qualcuno possa entrare....

mercoledì 11 giugno 2008

La stella del bacio rubato

E’ difficile essere semplici in un mondo in cui tutto è inutilmente groviglioso eppure bastano solo due dita per porgere un fiore, forse basterebbero due parole per riuscire chiedersi se veramente quel risentimento può rimanere, due parole che non tutti sanno usare. Ma forse, a volte, l'essere umano si fa prendere dal proprio egocentrismo per notare chi è lungo il proprio cammino ad accendere piccole fiaccole. Lumini che illuminano la via percorsa, il sentiero di attenzioni sinceri e rispetto. In principio era una strada larga con palazzi che la incorniciavano e la rendevano speciale, con persone incontrate per caso e grazie alle quali ti rendi conto che il destino esiste. Poi man mano che la percorri, abbandoni la grande metropoli, per seguire il rumore di un fiume che continua a cingere le mura dell'esistenza. Per quel che mi riguarda, preferisco, star seduta con il naso rivolto al cielo alla ricerca della prima stella della notte. In lontananza lo sciabordio delle onde del mare hanno legato con i chiaroscuri e gli scorci della città che amo. Questa stella, la prima della sera, forse sarà l'unica di stasera in una notte che profuma di pioggia, è lì tra il cielo e il mare. Quando farà buio e nessuno potrà più vedere, ci donerà del suo splendore che sarà come un bacio improvviso, un bacio dove nessuno sa perchè sta succedendo e può durare molto di più...


last kisses

(thanks for photo A.)



Lultimo bacio - Carmen Consoli

sabato 7 giugno 2008

Sospesa

Ci sono giorni che ti svegli con il sole che ti illumina la stanza, ti da il coraggio e la voglia di iniziare la giornata. Con il più bel sorriso esci di casa, attraversi la città e ti siedi sulla tua scrivania, come se stessi entrando nel paese delle meraviglie. Ci sono giorni invece dove faccio fatica ad arrivare alla sera. Si inizia a litigare con le persone senza nemmeno sapere il perchè. E si continua a discutere, a prendersela, a voltare lo sguardo. Una giornata bellissima riesce a essere rovinata in due minuti. E se ti chiedi il perchè, il vero motivo, non sai nemmeno rispondere. E ti rendi conto che ci sono persone che entrano nella tua vita per una ragione ma poi,senza che tu ti comporti male nei suoi confronti, oppure nel momento meno opportuno questa persona dirà o farà qualcosa che porterà il vostro rapporto a una fine. Ci sono altre persone che stanno con te per una stagione, di solito ti regalano un'incredibile gioia...ma è solo per una stagione. Altre per sempre, ma non so cosa si prova...forse è solo un sogno metafisico.

Ma io, invece, sono di nuovo qui. E' passato così poco tempo dall'ultima volta che mi sono seduta su questa panchina di legno. Era proprio la stessa panchina, anche se io ero due posti più in là. Davanti a me c'è sempre il solito muretto, la solita stazione e il binario dove passano molti treni. Ma non il mio. Io ho gli stessi occhiali da sole, li metto, li tolgo, li rimetto. Nell'aria rimane lo stesso odore di fiori e le mie parole lasciate andare. Abbiamo fatto entrare il silenzio come se fosse la confusione più grande che ci fosse. Abbiamo stretto le stesse mani, abbracciato le stesse spalle, pianto negli stessi fazzoletti. E ci siamo seduti sulla stessa dannata panchina. In realtà non guardo e non ascolto nessuno, resto seduta lì quasi assente, quasi senza pensare a niente. Se ne è andato, volando per le sue terre, accarezzando i suoi animali, si è unito al vento che per una vita ha annusato per sapere se sarebbe arrivata la pioggia, si è unito al sole che per anni ha indorato il suo grano, dato corpo alla sua uva.
Se n'è andata un'epoca. Mi giro un attimo e guardo la gente, la fine di un'epoca merita sempre che la gente accorra per sottolineare il momento. Uscirò da qui tra poco e tutto sarà finito. Diverso, cambiato, con una vena di malinconia in più. Rimetto gli occhiali da sole mentre la macchina piena di legno e di fiori si allontana silenziosa. Il piazzale si svuota abbastanza velocemente e il silenzio ora è diverso, non più appesantito dalla tristezza e dal dolore. Il sole appare timido, l'aria è meno fredda, io siedo sulla panchina mentre il gatto mi fa gli agguati.

Ora posso, lentamente, spero, ricominciare.

(tasto destro...salva con nome)

mercoledì 4 giugno 2008

play, please




Oggi accade che la mia anima antica è libera col vento. L'ultimo sorriso scolora in una stanchezza di parole, nulla ancora e' realmente stato, eppure e'tutto intriso di nostalgia. Anche il più lieve gesto prende la fisionomia sfocata di quello che già è stato. Forme sfocate di cose accadute. Come un breve autunno dell'anima che non si rassegna di lasciar andare gli ultimi raggi di sole.Tutto se ne va, ed io mi addormento nel tempo. Non è malinconia, ma neppure attesa è solo un nuovo impalpabile essere. Ma intanto ricordando chi non sono stata, mi vengono in mente paesaggi che non ho sognato, sollevando gli occhi dal buio del mio pozzo, ho seguito rotte di solitudine contro corrente respirando odori, respirando emozioni... niente altera niente. A lungo andare anche i desideri si raccolgono negli interstizi dell'anima, come polvere negli angoli e da lì non si muovono mettono le radici. Waiting aspettano, che le paure lascino libero il campo, che tutto ciò che doveva accadere accada con la giusta dose di inaspettata possibilità. E' il miracolo del tempo passato che è rimasto mio. Un paradosso temporale, Tempesta, che mi fa essere distaccata e arrabbiata con quella che ero, e con quella che continuo a smarrire ancora.
Un'esistenza così determinata che non rinuncia tanto facilmente e che si scava un passaggio nel momento seguente. Allora ti guardo con occhi franchi, e divido con te le mie emozioni, le mie paure, le mie parole. Ti regalo quello di cui sono capace, non perchè sia tanto, o perchè abbia qualcosa da farmi perdonare, ma solo perchè è tutto quello che ho e voglio dividerlo con te.
Vorrei che i sogni mi venissero sussurati in punta di piedi, a occhi chiusi nel buio. E vorrei che il tempo che passo alla ricerca di una risposta, finalmente, si dimentichi di me e mi lasci nel mio vagare tra gli alberi dei viali di crepuscolari confusioni.

oggi semplicemente accade...e passerà
Passerà come tutte le inquietudini della sera..

lunedì 26 maggio 2008


C'è una vitalità, una forza vitale, una velocità, che si traduce in azione attraverso di te, e poichè esiste un solo te stesso, per tutti i tempi, questa espressione sarà unica. Se la blocchi non esisterà mai più, attraverso nient'altro, e sarà perduta. Il mondo non l'avrà. Non è compito tuo decidere quanto sia buona, o che valore abbia, ne paragonarla con altre espressioni. Il tuo compito è mantenerla tua, in modo chiaro e diretto, tenere aperti i canali. Non devi nemmeno credere in te stesso o nel tuo lavoro. Devi mantenerti direttamente aperto e consapevole rispetto alle urgenze che ti motivano. Lascia aperto il canale. Nessun artista è soddisfatto. Non c'è mai davvero una soddisfazione. In nessun momento. C'è solo una strana, divina insoddisfazione; una benedetta irrequietezza che ci manda avanti e ci rende più vivi degli altri.

mercoledì 21 maggio 2008

Un senso

In questi giorni dalla finestra del mio ufficio non si vedono altro che gocce di pioggia che inciampano tra le nuvole e sbattono sul mio vetro creando quel ticchetio che si fa spazio tra la musica del mio ipod. Ed è lo stesso ticchettio che ho lasciato a casa mia questa mattina, e che ritrovo ora mentre sorseggio la mia camomilla rannicchiata tra le coperte che hanno ancora nel tessuto l’odore dei sogni di qualche notte fa. Profumi che non fanno che deliziare la mia abitudine di chiudere gli occhi e inebriarmi con l’olfatto. È una cosa che involontariamente faccio sempre, un vizio gratuito! Annuso i luoghi, le persone che mi sono vicino, e anche di quelle sconosciute che mi passano accanto abbastanza vicino, chiudo gli occhi e ne percepisco la presenza in modo diverso dal visivo. In effetti perché usare un solo senso quando ne abbiamo cinque!?

Ma l’immaginazione questa notte è meglio non farla allontanare troppo.

domenica 18 maggio 2008

Otello e la mela


Ci sono giorni che mi sveglio con un gran senso di colpa, a tratti si trasforma in ansia, ma quella cattiva che sale da dentri, che ti fa pensare che tutto quello che ho, che mi sono sudata con il sangue e con le lacrime non me lo merito. Ho la sensazione che prima o poi mi si presenti il conto! Continuo a ripetermi che se non mi distrugge mi rende più forte, e invece ho la consistenza della panna montata, ma senza fragola! In questo periodo la mia vita è un su e un giù, qualche ben pensante direbbe "un giro gratis sulle montagne russe quando tutto va bene", ma è un giro nella casa degli orrori visto che tutto va male. A volte vorrei che ci fosse qualcuno dalla regia che tirasse i fili della mia vita, la sola cosa che cerco di fare è di non perdere del tutto la testa, per non dare dolore a chi mi sta accanto, è cercare di distrarmi, di tenere la mente lontana dal corpo. Il mio corpo, quel prezioso alleato del quale non ci accorgiamo finchè non arriva il girono in cui ci tradisce. Il corpo che ci insegna una delle lezioni piu importanti della vita, che ci costringe a confrontarci col nostro senso di onnipotenza, con la nostra superficialità, con le nostre manie di controllo, con le paure piu profonde, con le ansie, con le cose realmente importanti. Credo di non aver mai apprezzato cosi tanto ogni minimo dettaglio, ogni singola cosa... persino la casa sporca e disordinata è bella, persino fare una coda di un'ora in auto è bello. A volte credo che ci siano persone che vengono messe alla prova più e più volte, non so per quale motivo, mi rifiuto di pensare che sia un caso, mi rifiuto di credere che non ci sia una lezione dietro, qualcosa da imparare. La vita richiede sforzi sovrumani, ci chiede l'impossibile, ci chiede di accettare, superare e andare oltre ogni singolo istante, ad ogni alito di vento e quando abbiamo dimostrato che siamo riusciti, che siamo sopravvissuti, ci mette di fronte a una nuova prova.
E' cosi la vita ci mette di continuo di fronte alle nostre paure e quando crediamo di averle superate eccole li, dietro l'angolo pronte a spaventarci di nuovo, a prendersi gioco di noi. E nessuno può svolgere il compito al posto nostro, nessuno si può caricare dei nostri fantasmi e delle nostre paure ataviche. Ogni giorno lotto con le mie ansie, con i miei timori, con i miei mille sensi di colpa, con tutte le cose che avrei voluto essere e con quelle che avrei voluto avere ma che ora non ho, e forse non avrò mai. Ogni santo giorno ho la consapevolezza che certe cose non passano ma ci si può abituare, si può imparare a conviverci in attesa di tempi migliori.
almeno credo o
almeno spero....

venerdì 9 maggio 2008

Drammaturgia



Metti un gruppo di colleghe allo sbaraglio. Metti che all'alpheus (ndr) c'è concerto delle Vibrazioni .....
Premetto che conoscevo solo un paio di canzoni, ovviamente quelle più trasmesse per radio. Quindi quando mi hanno proposto di andare a vedere il concerto ho subito detto di si spinta dalla curiosità del nuovo che mi intriga.
Nonostante che il concerto sia iniziato con quasi due ore di ritardo, è stata un concerto di una rara intensità emotiva e una performance sul palco della band e di Francesco veramente da ricordare....
Il concerto si è dipanato tra momenti di accativanti ballate, di suggestioni forti, di virtuosismi musicali il tutto creando un'atmosfera calda ed appassionata. Ovviamente io conoscevo solo le canzoni che non ha cantato! Tipo giulia! Però in compenso ho avuto modo di sorprendermi della sensualità di Francesco (il cantante!), dire la sua presenza scenica è dirompente, ricorda un po' Mick Jagger da giovane, però è davvero un animale da palcoscenico semplicemente coinvolgente e spaventosamente sensuale (mi pare di averlo già detto, no?!?)...

Certo alcuni momenti dove la band si è beata in virtuosismi alle chitarre e basso sono apparsi pesanti e difficili da seguire , soprattutto per chi come me non è abituata a questo tipo di musica, ma nonostante questo il giudizio sul concerto è estremamente positivo....
La serata è stata una grande sorpresa per me. Condividere emozioni e suggestioni insieme, Vibrazioni positive che ci hanno trasmesso voglia di vivere e divertirsi in un momento purtroppo segnato da tristi avvenimenti...

Uno special thanks, dato che lo special guest ci ha dato buca, a Claudia, Ambra e Antonella.

lunedì 5 maggio 2008

Two Step



I sentimenti, le emozioni, e ricordi del passato, non sono dei semplici fogli di carta, che puoi inscatolare e lasciarli da una parte: se così fosse l'umanità avrebbe trovato una delle tante chiavi per aprire, un cancello chiamato felicità. Dimenticarlo è impossibile, perchè il passato è una sorta di edificio, ha delle fondamenta, e per quanto queste strutture possano crollare, quelle fondamenta rimangono lì. Il tempo scorre, ma il passato non lo si può cancellare mai. Si può ricominciare e ripartire, ma ogni persona è diversa dall'altra, consegue che ogni singolo individuo abbia dei tempi di reazione diversi.
Per quanto si possano erigere nuove case, e nuovi palazzi, resteranno sempre quelle rovine, che indicano che qualcosa o qualcuno prima c'era.
Finchè non chiudiamo un capitolo non possiamo iniziare quello successivo. Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si liberino. Si distacchino, volino via.
Gli uomini, gli essere umani, hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate. A volte, si vince altre si perde. Non bisogna aspettarsi che ti restituiscano qualcosa, che vengano riconosciuti i tuoi sforzi, che qualcuno scopra il tuo genio, o che capisca il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o superbia. Semplicemente perchè quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.
Chiudi la porta, cambia musica, smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.

sabato 3 maggio 2008

Dirsi addio

Vorrei dirti addio. Ma non è facile staccarsi da una presenza che senti vicino, come l'oggetto sulla tua scrivania, che osservi, che sai che è lì anche quando te ne dimentichi. Ho provato più volte a prendere quel maledetto oggetto e cercare di scaraventarlo con forza a terra, ma poi prenderlo al volo. Avere un senso di abbandono. Vorrei salutarti, vorrei salire sul treno nella direzione opposta alla tua. Vorrei farne mille cocci, e gettarli nel cestino tintinnanti, simili a un pianto o simili a un sorriso improvviso...libertà. Ma premeditare un addio, non mi appartiene. Forse è proprio "Addio" che non riesco a dirti.

...Forse uno dei tanti errori importanti che ricorderò, forse.
Abbandonare, spiccare il volo in un cielo così simile ad un baratro, e piangere. Il sapore ferroso delle lacrime mi ricorderà quel binario vuoto.
Vorrei svegliarmi domani mattina e vedere la tua assenza dalla mia scrivania colmata dalla polvere...

Dirsi addio è terribile, liberatorio, incomprensibile.

lunedì 28 aprile 2008

I'm lost

Nella mia vita servirebbe un miracolo. Sto per aggiungere un altro anno alla mia vita. E come tutte le meti importanti ti ritrovi a tirare le somme. Tutto quel tempo che non passava mai ora come se fosse trascorso un secolo. Ma la vita va avanti, i cambiamenti ci sono, a volte inesistenti, a volte non c'é nulla, ma il più delle volte è davvero difficile trovare quel qualcosa che riesca a rendermi felice davvero. Poi ci sono i periodi come questi, che pensi a come festeggiare. E inizi a contare le persone, ma ultimamente mi basta una mano per colmare le presenze importanti della mia vita. E in questo periodo mi sento come se fossi stata completamente abbandonata da tutto e tutti, e quando ne ho bisogno non trovo un piccolo essere umano che mi guardi negli occhi, davanti a un bicchiere di vino, che mi sostenga.


Mi chiedo cosa ci sarà domani, dopodomani, fra una settimana, un mese, un anno. Non riesco ad immaginare che la mia vita vada avanti, che mi possa portare qualcosa, delle emozioni che mancano e della felicità che devo improvvisare per non fermarmi a chiedermi in lacrime dove sono finita, come e quando mi sono persa. Pensavo di aver messo in ordine, di aver organizzato un pò di cose, ma finisce tutto per tornare come prima. Mi sento come se vivessi in un limbo, imbambolata, in attesa di quel qualcosa che finalmente possa portare un sorriso sincero.
Per questo mi servirebbe un miracolo.
Mi sento delusa da me stessa, dalla mia vita e dalle mie scelte, sicuramente sbagliate.

Avrei preferito non respirare la felicità vera perché ora sento che mi manca l'aria.

mercoledì 23 aprile 2008

anoressici del sesso

Durante la pausa pranzo mi capita di girovagare per il web senza meta alcuna. E oggi mi sono imbattuta in questo articolo bizzarro-scentifico. Ma purtroppo, riscontrato tempo fa sulla mia pelle, estremamente vero e attuale.

Sempre più in crisi l'universo erotico maschile. Se da un lato cresce l'interesse-dipendenza per il cybersex (l'eros virtuale con donne anonime, "che non giudicano"), dall'altro crescono i problemi sessuali all'interno della coppia, rappresentati, nel 37 per cento dei casi, dalla disfunzione erettile del partner (dato dell'Istituto di Sessuologia Clinica dell'Università La Sapienza di Roma). È la preoccupante realtà emersa dall'ultimo Congresso Europeo di Sessuologia, in occasione del quale è stata avanzata la proposta di inserire nei manuali ufficiali di riferimento, un modello clinico di intervento per affrontare la dipendenza compulsiva da cibersex. Non solo: il dipartimento di Urologia e l'istituto di Sessuologia Clinica de La Sapienza, aprono il primo Centro Italiano di Servizio rivolto a coppie e single con problemi sessuali. A confermare il calo del desiderio del maschio italiano è uno studio presentato dall'Istituto di Sessuologia Clinica dell'Università di Roma, e condotto sui 402 pazienti con difficoltà sessuali (uomini e donne tra i 17 e i 70 anni). Gli uomini lamentano, come primo problema, la disfunzione erettile (37, 7 per cento in coppia, 28, 7 per cento single) a seguire l'eiaculazione precoce (22,5 per cento in coppia, 14 per cento single). Per i single, inoltre, forte peso rivestono i problemi di natura psicologica (17,5 per cento contro il 5 per cento di chi è in coppia). Al contrario, chi ha una elazione stabile lamenta molto più dei single il calo del desiderio (14,5 per cento contro il 5,3 per cento).

Comincia un po' per caso, in sordina. Ti dici che prima o poi passerà, che capitano a tutti i momenti in cui c'è un po' di calo del desiderio. E invece , mi è capitato indirettamente, che il corpo smetta di desiderare e la mente di immaginare. Vi giuro che certe situazioni te le porti dietro... La cosa che mi chiedo è come sia possibile essere arrivati a questo punto. Un tempo era tutto estremamente più facile, non voglio credere che ci sia questo boom dello stress. Si lavorava anche prima, e forse c'erano problemi talmente lontani dal mondo di oggi che confrontati con i nostri li dovrebbero far sembrare irrisori.

Che amarezza!

lunedì 21 aprile 2008

Decidere

Lasciarsi andare senza cadere, ascoltare oltre le parole.
Sospesa tra le braccia e la musica....
sentirsi una piuma che discende seguendo le onde del vento....

venerdì 18 aprile 2008

Possessiva, io?

Nella vita ci capita più volte di voler desiderare qualcosa. Di cercarla sempre e comunque, e di difenderlo con i denti. Ci sono, secondo me, vari tipi di attaccamento; di sicuro è un fattore puramente mentale . Ci si attacca a qualcuno o qualcosa qiando lo si desidera fortemente.
Possedere.
Possedere qualcosa o qualcuno e che, fino a quando non si sarà ottenuto, creerà disagio e malumore. Però ne esiste un secondo tipo che si manifesta quando si è già in possesso del qualcosa o qualcuno desiderato e si teme di perderlo, di doversene separare.
Ebbene sì , io appartengo alla schiera dei possessivi del secondo gruppo. Il possedere per me è una forma di protezione assoluta soprattutto rivolta alle persone che amo e che voglio bene e non alle cose puramente materiali e superficiali. Lo so non ne devo andare fiera. Quando accade, è come se in me scattasse un meccanismo irrefrenabile. Molte persone a me vicine, nel corso degli anni hanno confuso questo mio aspetto caratteriale con la Gelosia.
Il dizionario della lingua italiana cita testualmente:

Possessività: tendenza a dominare, a sopraffare, a pretendere una dedizione assoluta ed esclusiva nei rapporti affettivi.

Gelosia: sentimento doloroso che nasce da un desiderio di possesso esclusivo nei confronti della persona amata e dal timore, dal sospetto o dalla certezza della sua infedeltà.

Ma allora mi domando chi e’ possessivo è anche geloso o chi e’ geloso è anche possessivo? Oppure chi è geloso non può essere possessivo o chi e’ possessivo non può essere geloso?

Bah...

domenica 13 aprile 2008

15.23



E’ un attimo che sembra eterno. Viene assaporato con voracità. E' una sensazione provata tanto tempo fa, e ora non te ne restera’ alcuna briciola. Eppure quell'attimo lo vivi. Ma in un battito di ciglia e’ gia’ passato, e quando la memoria andra’ a ricercarlo, tentera’ di riviverlo, s’accorgera’ che il pensiero non puo’ possederlo. Inutilmente ci affanneremo ad inseguirlo, a ricordarlo. Tenteremo di riviverlo ma come ogni attimo, anch'esso, e’ libero.


Non trattenerlo.

Lascialo andare.

Lascialo fuggire.

mercoledì 2 aprile 2008

E anche questa è Italia

Che bello il mare d'inverno. Ho avuto la fortuna di andare 5 giorni in Sicilia, precisamente a Cefalù. Ho fatto la zia a tempo pieno è stata la prima vacanza della mia nipotina di 7 mesi!
La casa, di una zia lontana, una bianca nuvola che confinava la spiaggia in pieno centro storico. La mattina mi affacciavo e da un lato vedevo il Duomo, dove hanno girato scene del mitico Montalbano, e dall'altra il mare di un azzurro cristallino con un profumo che avevo dimenticato. L'odore del mare penetrava in tutto ciò che facevo, il cielo striato di rosso sembrava dipinto. Una bella vacanza che si è conclusa con un'esperienza esilarante... Proprio ieri dovevamo prendere il treno per raggiungere l'aereoporto di Palermo, Punta Raisi. Andiamo a salutare e ringraziare la zia che ci aveva prestato casa per questi 5 giorni, in un paesino vicino Cefalù. Da qui arriviamo alla stazione che, tanto per cominciare aveva il cancello incastrato e con tutte le valigie siamo stati costretti a scavalcare il muretto in un punto dove le ferrovie avevano messo un cartello con scritto "passate da qui". Siamo entrati e all'interno non c'era niente. Solo un distributore di sigarette che emetteva (in una scatolina) i biglietti. Mettiamo i soldi e invece di 2 biglietti ci da 1 biglietto e una scatola di PROFILATTICI!!! O_o
Ma a me che sono SINGLE, che nessuno me se pija, ma che ci faccio??? Comunque, dopo circa 10 minuti, sopraggiunge un signore con un megafono e un telefono che ci indica di stare lontani dalla linea gialla perchè sta per passare un treno merci. Allorchè gli racconto, con un certo imbarazzo, l'accaduto di qualche istante prima. Lui non ha battuto ciglio, routine! Mi ha consigliato di far vedere all'eventuale controllore lascatola dei profilattici. E che ci faccio "pago in natura?"... Ma poi mi ha rassicurato che tanto non sarebbe passato!!!
Ma l'Italia è bella pure per questo....

lunedì 24 marzo 2008

confortably numb...

E' da poco passata la mezzanotte. Mi giro e mi rigiro in questo letto, troppo piccolo per due persone ma troppo grande per una sola. Mi rigiro e ho paura di addormentarmi, ho paura di aver idealizzato troppo un mondo, pitturato con i colori dei miei mille pensieri, i più reconditi, i più nascosti. Costruendo un mondo perfetto che bramo di trovare, ma che purtroppo non credo che esisterà mai. E intanto mi risveglio e mi ritrovo nel mio letto, troppo grande per una persona sola.

The child is grown, the dream is gone And I have become confortably numb..

Lo so che mi faccio del male ogni volta che penso a quello che è stato, a quello che non sarà mai, ma credo che tornare lì non è masochismo. E' amore. Ma forse mi sono innamorata di un sogno, di una persona che non sei tu. Ho idealizzato il nostro amore, ho amato quella figura che è riuscita ad entrare nel mio mondo, senza pensare. Come un bambino che ha la capacità di sorprendersi e di vivere un gioco banale come se fosse il migliore che esista. Ma in realtà, credo di averlo creato e vissuto soltanto io. Dovrei chiedermi scusa, e in notti come queste è l'unica cosa che mi viene in mente.
La cosa che non mi spiego è che, anche se abbiamo girato pagina, mi stupisco di tutte quelle cose che non so di te e che mi deludono. Mi stupisce che cerchi ancora di me, mi stupisce il nostro stare male quando siamo lontani...mi stupisce, ma non so se veramente sei tu quella persona che ho amato tanto. Non sei più tu. Non ti conosco più, e ho paura di conoscere questo tuo nuovo (o almeno per me lo è) io. Vorrei uscire di scena lasciando dietro le mie spalle tutti i rimpianti e tutti i problemi che hanno caratterizzato la nostra storia, ormai passata da poco più di un anno.
I mei sogni rimangono, il sogno di colui che potrà, se vorrà, farmi sentire meno sola...O forse rimarrà un sogno che tornerà a trovarmi e a tormentare le mie notti. Il sogno di purezza, il sogno di stare sdraiata accanto a te ad ascoltare il tuo respiro regolare che si allineava al mio battito sognante. Attimi, solo attimi passati ad abbracciare una chimera prima del trillo della sveglia.
E' al trillo che ho realizzato la differenza. Un proiettile di fuoco che ha cercato, invano, di prenetrare un cuore ghiacciato, sparato da un'anima troppo infuocata...
Forse è vero quello che mi si dice..."tu ami l'amore, ami solo i tuoi sogni."

Vorrei trovare una risposta, ma nulla.

E’ così vero. Mi faccio sempre male. Solo per amare un sogno. Amare l'amore stesso, forse per uno stupido bisogno impellente. Un bisogno di non sentirsi soli. Ho cercato di ricucire le ferite delle pale dei mulini a vento contro le quali vado a sbattere...ma sono ancora lì, e fanno male.
Non rinnego ciò che è stato, perché sono io ad averlo creato. Non rinnego i sentimenti, così diversi e discordanti ma uniti da una curiosa incomprensibilità e dalla magia. Sentimenti che mi hanno fatto ridere senza muovere il viso, piangere senza gridare quando, invece, avrei voluto urlare. Non voglio rifiutare i miei sogni, non ne voglio essere invidiosa...vorrei realizzarli senza travalicarli, senza cercare dietro frasi di canzoni, libri letti a metà, aquiloni...ciò che non sarà.
Senza essere sola per aver inventato qualcuno che non c'è.
Non c’è un tempo limite. Anche se sento di essere pronta, anche se sento la voglia di dare una pace ai turbamenti del cuore, non è detto che debba essere il momento. La verità non riempie il cuore, ma aiuta a vivere meglio le ore che scorrono tra l’alba ed il tramonto, anche se non rinuncerò mai alle illusioni bagnate dalla luce della Luna.


martedì 18 marzo 2008

da me a te..

Close your eyes

...Sei consapevole che finche sarà puro e libero, sarà nella mia essenza originaria, sarà vero, sarà cibo, sarà il bacio leggero che non fa male.

Da me a te

domenica 16 marzo 2008

Il primo sguardo



Che strano questo cielo, oggi. Ci sono le nuvole cariche di pioggia, che per fortuna non vuol cadere. L'aria è elettrica. Stanotte ho fatto un sogno strano, e c'era questo cielo, c'era un lago e delle orme sulla sabbia scura. C'era una ragazza con i capelli lunghi, gli occhi verdi e un vestito lungo ma leggero che passeggiava. I colori erano poco saturi, tendenti al seppia leggermente sgranati. E la cosa pià bella erano proprio gli occhi, lo sguardo. Uno sguardo che rifletteva l'unico angolo azzurro di cielo. Perché il primo sguardo non tradisce mai, ci rende subito nudi, senza maschere, noi siamo e saremo sempre quello che siamo al primo sguardo, per quanto possiamo fingere o dipingersi diversi... il primo sguardo, svelerà la nostra vera anima. Gli occhi si incontreranno e in quell’attimo si capirà tutto. Niente parole dove nascondersi, niente poesie o favole. Solo occhi che si accarezzano, timidi sorrisi che nascondono battiti di un cuore che corre e si infrange lontano. E saremo pervasi da un profumo che nessuno può sentire, ci avvolgerà e invaderà tutto senza distruggere, così sarà quel profumo...ti prenderà per mano, nel silenzio. Paura e imbarazzo si mescoleranno alla curiosità e al coraggio dell'attesa che ti impedisce di muoverti. Gli sguardi saranno così vicini che quasi si avrà la sensazione del contatto, il profumo delle pelle sarà così vicino da farci appartenere all'altro, eppure lontani quel tanto che basta a far crescere la passione del

...se fosse...

mercoledì 12 marzo 2008

Monet

Vorrei essere uno di quei paesaggi di Monet, sulle spiaggie della Normandia o sulle rive della Senna dove la luce non è univoca. Poter cambiare continuamente colore essere una nuova soluzione cromatica stesa a tocchi con pennellate brevi e sciolte. Un sensazione visiva con le sue infinite varianti temporali. Essere acqua e diventare cosmo. Essere una forma che si sfalda e trasformarmi in lontane parvenze.

Ad un passo dall'astrazione..

lunedì 10 marzo 2008

...Aggiornamento del venerdì NERO

Ebberne sì non vedevo l'ora che arrivasse venerdì. Un po' perchè così era l'ultimo giorno di lavoro, un po' perchè la sera finalmente sarei uscita con una persona che mi sta molto a cuore.

E invece: NIENTE!!! Niente di tutto ciò!


Per cominciare nel mio fantastico lavoro scoppia una bomba!! Rivoluzione... E chi ci rimette?? Ovviamente l'ultima ruota del carro e poi io!!! E quindi sbrigati a rifare tutto il lavoro che avevi fatto nelle ultime 3 settimane, e corri dalla tua squadra che era già a metà dell'opera a dirgli di smontare tutto!! E quando dico correre intendo proprio quello! Avrò fatto circa 10 km nel solo pomeriggio. Senza considerare il freddo!! Torno a casa e tadà...febbre!! E già, niente uscita, ma sono rimasta a casa MALATISSIMA!!

Ma per fortuna apro il blog e mi ritrovo questo fantastico premio, grazie Rompina!!!
Ancora non ho la forza per fare le nomination....ma il prossimo post sarà solo nomination...
Nomintion:
1) il mio amico Zingaro, perchè è mio amico
2) V1V1 perchè viene da un pianeta Alieno
3) Popale, perchè la sua vita da Pop mi piac
4) M@rcello, senza un perchè
7) il buon Piggio che è sparito da un pò
9) la mia amica Prescia, che ho trascurato un pò
10) Rompina perchè chi di meme ferisce....di meme...
Mamma mia...che difficile fare le nomination...

mercoledì 5 marzo 2008

ma...

dopo una giornata veramente pessima come quella di oggi....
... HO SOLO UNA DOMANDA...

QUANDO ARRIVA VENERDI‘ ?

domenica 2 marzo 2008

I miei sogni colorati

La domenica, che fascino. Sarà che oggi c'è il blocco delle macchine inquinanti, sarà che la mia zona è molto tranquilla di giorno, sarà questo fantastico sole che entra prepotente nella mia casetta, sarà che la giornata di oggi la passo con me.

(il mio primo capolavoro)

La passo facendo un gioco che facevo da bambina di notte, quando non riuscivo ad addormentarmi, mi arrampicavo su un pensiero. Il primo che arrivava all'improvviso nella mia mente. E come un salmone risalivo di associazione in associazione fino al pensiero "numero0", fino a che il sonno non prendeva il sopravvento. Mi chiedevo spesso cosa sarebbe successo di me e dei miei sogni così come faccio ancora oggi. Ho quasi 30+++ anni e il tempo trascorso inizia ad essere molto. Ogni tanto mi prende l’angoscia del tempo passato, del tempo sprecato, delle illusioni negate ma penso sia normale. Oggi però, mi sento come quella bimba, quella bimba dai sogni colorati che amava le fragole, le favole, le ninne nanne e le filastrocche. Quella bimba che a cinque anni, e sì ho fatto la primina, non vedeva l’ora di tornare a casa da scuola per insegnare alle sue bambole a fare le stanghette e i cerchietti, le a, poi a le b e anche le c… conservo gelosamente quei quaderni e quelle bambole. Ora il mio cielo è sereno, splendente e colorato da tanti colori ma ogni tanto, come una volta, ritorno indietro saltellando su un piede come quando si giocava a campana nel cortile della scuola. Nel mio futuro per ora vedo un sorriso sdentato e un po' di rughe, seduta su una sedia a dondolo di paglia, vicino a quel muretto che ancora una volta salta indietro fino ad arrivare a ritrovare il senso di tutte le cose e me ne andrò serena.

martedì 26 febbraio 2008

Distrattamente un fiore, la domenica

Roses


Ci sono giorni che ti svegli, svogliatamente ti vesti senza troppa fantasia. Esci di casa e vai a lavoro. E poi torni a casa. In una casa che non profuma di casa, in una casa che non senti più tua. Oggi mi sento un po' così, svogliata e senza fantasia. E' un periodo molto nervoso e concitato ed è facile che il mio pensiero vada su un qualcuno che non c'è, e ogni volta mi sale il nodo alla gola. Sono così stanca che non ho più voglia di cercare, anche se c'è qualcuno che mi dice di non appendere le scarpette al chiodo che quando perdi la speranza è proprio il momento in cui arriva. A volte penso che non sia così difficile, sinceramente non cerco la Luna, vorrei solo qualcuno che riesca a cogliere la parte migliore di me, quella parte che forse ancora nessuno ha conosciuto. Vorrei che mi svegliasse con il miglior buongiorno, il sorriso dell'amore, e che mi faccia addormentare con la sua dolce buonanotte. Vorrei condividere con lui tutti questi miei momenti "di gloria", vorrei che ci stesse soprattutto quando mi butto giù e tutto sembra perduto. Pronto ad asciugare i miei lacrimoni, pronto a sognare con me e di me. Semplicemente una persona con cui volare, parlare di tutto, da cui non vorresti staccarti mai che ti riempe la vita di piccole cose.

Vorrei solo un bacio dal sapore di mare. Un bacio interminabile che unisca due persone in un solo corpo. Un bacio che ti faccia sentire in paradiso, che ti faccia perdere la cognizione del tempo. Sentirmi viva tra le sue braccia, sentirmi amata perdendomi nei suoi occhi. Sì, sono romantica, terribilmente romantica. Amo sognare in privato, ma i miei sogni riguardano sempre l'amore, il vero amore che cerco da una vita, per una vita intera. In questo momento avrei bisogno di una spiaggia e di un cielo stellato. Ascoltare il rumore del mare che si infrange sugli scogli così come il mio sangue si infrange nel cuore...mano nella mano, per sempre.

domenica 24 febbraio 2008

Ore20

Sono orgogliosa di essere tua amica....





VisualArtContestMotocicletta 10HP. miracolo su due ruote.
2° Classificato!
mostra presso Ore20 Lounge Bar a Roma

yes, week end

Ieri sera sono stata al concerto di Giovanni Allevi all'auditorium parco della musica di Roma. All'inizio ero un po' scettica, l'ho sempre visto in televisione e mi è sempre sembrato una persona molto piena di se, con una prosopopea inimmaginabile. Ma in realtà non è così...
La sua musica è profonda e ricca, allegra e circolare, ti coinvolge e a volte fai fatica a capirla. A volte devi essere concentrato per entrare nel suo mondo. La cosa che ho apprezzato di più è l'uomo. In effetti, più che un concerto, mi è a una confessione. Ha aperto il suo cuore, con imbarazzo, ogni brano veniva introdotto con dei brevi flashback, con una voce lieve e delicata, con un non so che di timidezza. Ci introduceva alla musica facendoci entrare nel monolocale di Harlem, al Blu Note, nell'ambulanza dove in piena crisi di panico ha "suonato" Panic, espressioni di una vita, di emozioni, di sentimenti provati...e li ha ricordati accarezzando il pianoforte.
Lui e il suo pianoforte. La cosa che mi ha colpito è proprio questo suo legame con lo strumento, e il pianoforte era lì a rispondere alle sue emozioni. Piccole “carezze” date ai tasti alla fine di ogni brano. Una persona vera che si esprimeva meglio sui tasti che a parole, parole espresse con impazienza e timidezza, fremanti di essere trasformate in musica.
“L’orologio degli dei”:
«Il passaggio dall’eternità all’esistenza corrisponde al primo battito cardiaco».

Per tutta la durata del concerto ho visto gli occhi di una persona semplice, con una sensibilità fuori dal comune, che nonostante tutto non si è perso d'animo. E' riuscito a rendere la sua più grande forza in una musica diretta e elaborata, circolare e sempre progressiva, profonda e lieve come acqua che scorre ma lascia il segno.

Una persona che vorrei veramente avere come amico.

lunedì 18 febbraio 2008

L'attimo fuggente

Ci sono momenti in cui mi convinco che non ottengo mai niente perchè non lo desidero abbastanza. Mi piacciono le chiacchiere, mi piace parlare, mi piace comunicare. Non mi sento una persona spenta, tutt'altro, eppure i miei sforzi in questa vita hanno la parvenza di quelli del matto che cercò di prosciugare il fiume bevendo, è come se ci fosse sempre qualcuno con molta più sete di me. Mi capita raramente di accorgermente, ma quando vedo la passione negli altri, mi colpisce come un pugno allo stomaco.
Certi timidi nascondono insospettabili abissi, profondità, vulcani, terremoti. Ma anche chi non è timido, a volte, per motivi diversi si tiene dentro frasi e parole che invece vorrebbe urlare. Il silenzio è d'oro, sostiene un vecchio detto, ma alcune cose andrebbero assolutamente dette, quelle che se te le tieni dentro cominciano ad arpionarti il cuore, mozzicarti l'anima e graffiarti la ment, questo tipo di cose hanno il difetto di essere quasi sempre irrevocabili e amarissime a pronunciarsi, ma diversamente avvelenano chi le custodisce. In questo periodo sto pensando "all'attimo fuggente", alla necessità di afferrare le occasioni, le persone, i desideri entro quella piccolissima frazione di secondo in cui si ha l'occasione di farlo. Naturalmente io sono una maestra nel perdere l'occasione di parlare, e le frasi non pronunciate mi tengono compagnia prima di prendere sonno, ma anche a lavoro e in palestra, tra un addominale e l'altro. E le occasioni, si sa, passano e non ritornano. In teoria vivere dovrebbe essere semplice come respirare, però quando respiriamo, non pensiamo all'atto di inspirare e espirare aria e quindi, forse, ma dico solo forse, occorrerebbe pensare di meno e vivere di più. Non si tratta di cose incompatibili, ma è scientificamente dimostrato che gli esseri umani possono fare al meglio solo una cosa per volta!!!Quanti dei miei pensieri precedono ognuna delle mie azioni. Eppure ripenso a domenica, domenica sera, al modo in cui ho celato ogni pensiero, ogni azione istintiva e mi chiedo se non sia quella la mia vera natura. E sicuramente non sarà la stessa cosa, scriverlo qui, sapendo che le mie parole non giungeranno là dove dovrebbero arrivare, ma non si sa mai, i giri che possono fare le parole. Negli ultimi mesi mi sono sentita dire più volte, come rimprovero, che sono una persona fredda, ma in realtà non sono così, perchè lo sento il sangue che ribolle appena sotto la mia pelle, però mi chiedo se non abbiano ragione. Ciò che si sente dentro dovrebbe essere evidente anche fuori, no?Ecco, ci sono cascata ancora, sto di nuovo pensando troppo, e forse sono anche scivolata nel malinconico, quando tutto ciò che intendevo comunicare era una grande gioia. La vita può ancora sorprendere, stregare ma l'incanto non va capito o pensato o riflettuto, va sentito e vissuto nell'attimo in cui appare.